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Evocando il programma d'azione dell'UE Urban Nexus rivolto a promuovere un approccio integrato alla sostenibilità urbana tra città europee, il progetto intende creare una collaborazione scientifica e didattica tra l'Università di Bergamo, l'Ecole Polytechnique Federale di Losanna e l'Anglia Ruskin University di Cambridge. L'obiettivo generale è quello di analizzare mediante un approccio integrato il rinnovamento materiale e le misure rivolte all'accessibilità delle tre città coinvolte, viste comparativamente e inquadrate nel funzionamento della "città contemporanea" (Lévy, 2003, 2008). Si tratta di un approccio che interpreta la "città" come nodo di una rete mondializzata dove non esistono più un locale e un globale ma piuttosto tali dimensioni scalari interagiscono riconfigurando il territorio nelle sue centralità, nei suoi assi, nei suoi pieni e nei suoi vuoti e nelle sue connessioni interne ed esterne (Soya, 2000; 2005). Infatti, la rigenerazione degli spazi edificati si intreccia a quella della loro accessibilità, problema comune a molte città europee ancora irrisolto: i cosiddetti "centri storici" presentano spazi pubblici che necessitano di una rivitalizzazione, palazzi che si svuotano ed esercizi commerciali ed uffici in sovrabbondanza; quelle che un tempo venivano definite "periferie" presentano la richiesta di nuovi alloggi popolari, la riqualificazione dei servizi, oltre che una risposta al consumo di suolo - usato male o inutilizzato - conseguente alla presenza di un consistente numero di costruzioni obsolete e dismesse (www.rifoit.org). Per tale ragione i "luoghi" dell'abitare, del vivere di una città non vanno settorializzati in quartieri ma vanno analizzati mediante il concetto della rete, più adatta a coglierne il significato in rapporto all'abitante e al fattore tempo nello spostamento quotidiano. Insomma, se alla base della vita contemporanea c'è il movimento, l'elemento da cui partire per analizzare la città sono le persone (attori della mobilità) e considerare i suoi luoghi nodi di una rete che crea unitarietà e coesione (Casti, Burini, 2015).